domenica 8 marzo 2015

Sembra sia impopolare, ma a me il profumo di mimosa piace. E pure tanto.



Alle ragazze che, come dice Bennato, "fanno grandi sogni, forse peccano di ingenuità, ma l'audacia le riscatta sempre. Non le fa crollare mai."

A donne che hanno lottato e che lottano.
Che sia stato per il diritto al voto, il divorzio, la 194.
Per la propria libertà. A Kobane.
Contro un burqa, un matrimonio imposto, un apprezzamento non richiesto.
O semplicemente per la propria dignità.

Alle donne, quelle caparbie al punto tale che se qualcuno si permette di dire loro che non possono fare qualcosa, prima ottengono risultati superlativi e poi se ne vanno sculettando.

A quelle che vedo buttarsi via dietro ad uomini banali, che se avessero passato tutto quello stesso tempo a studiare ora sarebbero ricercatrici al Cern.
Alle quali non posso far altro che dare sempre la mia più sincera opinione con tutto il tatto e la mia sensibilità di cui sono capace.
Amiche che devo lasciar sbagliare.
Ed esserci  poi per loro, #carboidratoviolento che scaccia via ogni pensiero alla mano.
Come loro hanno fatto per me.

Alle donne che spesso sono insicure ed hanno paura, ma poi trovano sempre il coraggio di fare tutto.

A quelle cresciute a Pane&Baglioni, che la loro indole romantica nessuna delusione d'amore potrà togliergliela mai.

Alle mamme [che credo l'essere biologicamente predisposte ad esserlo sia uno dei motivi per cui sappiamo essere realmente multitasking e per cui ci è stato dato un corpo con mille e una sensazioni dentro].
Di figli maschi, che cercano di educarli al rispetto (ed alla galanteria, che non guasta mai) nei confronti delle donne.
Di figlie femmine, che cercano di fare altrettanto. Al riguardo per sé stesse, della propria opinione e degli altri in senso lato.
Che il rispetto non ha sesso.




A quelle che si fanno belle per un uomo e già così gli han detto tutto.
Che se solo si guardassero realmente allo specchio, vedendo ciò che sono e non quello che gli altri fanno credere loro, sarebbero felici.

A quelle che c'è una pornostar in ognuna di noi. 
Basta solo incontrare quello giusto.
Che la morale fatta dalle donne sulle altre donne ha ancor più del ridicolo.

Alle metereopatiche.
Una giornata di sole e noi siamo felici. E, che come dice Liga, lo sappiamo prima quand'è primavera.

Alle donne che riescono ancora ad arrossire.
Che Dio, o chi per lui, le conservi.

A tutte noi, che l'invidia del pene che ci viene quando siamo nei bagni pubblici e ci tocca fare lo squat piuttosto che appoggiarci, né Freud né nessun altro uomo potrà mai immaginarsela.
Figuriamoci! A loro basta tirare giù una zip.

Ma anche a tutte quelle che se una non sceglie figli e/o matrimonio, "non sarai mai una donna vera."
Insieme a quelle che danno della "Bocca di Rosa" a tutte le altre, che usano termini come "casalinga", "menopausa", "zitella" come offese, che non si rendono conto che utilizzare insulti maschilisti non le rende migliori.
A quelle che stasera andranno a strapparsi i capelli in gruppo di fronte a qualche sedicente "maschione" della situazione.
Ed a quelle che si indignano per l'infibulazione, ma non riescono a gioire per il successo di una collega.
E poi ti aggiungono nel gruppo Whatsapp "Buon 8 marzo".
A tutte voi, un lungo discorsetto lo farei.
A parte.

Alle donne, tutte, auguro di essere sempre come Eva che, invece di scegliere la cosa "giusta", ha avuto l'ardire di farsi tentare dalla conoscenza e dalla consapevolezza. 
Che non a caso sono parole al femminile.

mercoledì 4 marzo 2015

#TOTHINKPOSITIVE

"To think positive": ci pensavo ieri al significato di quest'espressione.
In una giornata di sole, fra un semaforo e l'altro nella mia Roma e senza dover stare a scomodare grandi teorie psico-filosofiche:

#Tothinkpositive è stare a dieta. Quella che non inizia il lunedì e nella quale manca il mio tanto caro tè verde detox.
E' la dieta dalle persone negative e gelose. Dalle meschinità, le ripicche, le invidie.
Da chi mi toglie il sorriso.


#Tothinkpositive è riflettere sulle consistenti scoperte che ad un certo punto nella vita si fanno: il tempo non va perso a fare cose che non ci va di fare. Per parafrasare Geppe.

E fare uno sforzo, nostro, per applicare questa scoperta.
Perché il tempo, l'ora, il presente, credo sia quanto di più prezioso abbiamo.
Ed un futuro felice non può che basarsi sulla consapevolezza, di testa e di cuore, di oggi.



#Tothinkpositive è riallacciarsi le scarpette da corsa dopo essersi spaventate.

In una mattina di marzo.
E prendersi poi il tempo di respirare, dirsi e sentirsi dire "andrà meglio".
E crederci. Un chilometro dopo l'altro. Con Baglioni che mi canta Via nelle cuffiette.
La serenità a rota.
Ed io sempre divisa fra il #borntorunmachi ed #agiugnopiùsederecheanima.

#Tothinkpositive sono gli atti di fede: quelli ai quali solo noi donne a volte siamo in grado di affidarci. E la leggerezza d'animo che serve per compierli.
Sapendo che a volte ci crederemo con tutte noi stesse, anche raccontandoci una bugia, ma il nostro rimaner loro fedeli è già aver vinto la scommessa.


#Tothinkpositive è vestirsi sempre come se andassi ad incontrare il tuo peggior nemico.

Senza mai farsi mancare il rossetto rosso. 
Che almeno alle difficoltà gli si fa il nostro sorriso più bello.


#Tothinkpositive è credere e sostenere e dire a voce alta che il cuore non stona mai, ma cambia semplicemente ritmo.
E sta a noi decidere di assecondarlo. Per non perdersi.

E' accettare che a volte siamo schiavi del caso, delle congiunture, dell'amore.
Anche di quello fatto male.
E che spesso un ricordo è solo una nostalgia. Che ce l'ha fatta a sopravvivere nonostante i tuoi svariati tentativi di soffocamento.

#Tothinkpositive è il primo albero di mimosa in fiore che ho visto a Roma.
In una mattinata di pioggia, dopo un fallimento.
Che anche i fallimenti, credo, hanno una loro ragione di essere, se presi come punto di partenza per andare avanti. Mai indietro, sempre in gara con noi stesse.





#Tothinkpositive è la radio che mentre stai guidando ti passa la canzone perfetta, in una strana forma di telepatia che in confronto gli "scelti per te" di Spotify sono fuffa.

E tu non puoi far altro che abbassare un po' il finestrino ed alzare il volume.
Che come facciate voialtri a guidare - ed un po' anche a vivere - senza alzare il volume al massimo, ancora non mi è dato saperlo. 



#Tothinkpositive è il sentirsi dire da un'amica: "mi hai fatto ridere con le tue parole scritte".
Che non c'è niente di più bello che regalare una risata ed un sorriso. Specie a chi vuoi bene.
Ed è il rendersi conto che, checché se ne dica della #friendzone, io ho amici speciali.
Ai quali posso anche sbagliare a scegliere la torta di compleanno presentandomi con quella che loro odiano (true story ahimè, sono ancora in debito di un profitterol per questo), ma che sanno sempre donarmi dosi di sostegno inaspettate.
E di abbracci. E di brindisi. E qualche "beato chi te se prende a te" a random.

#Tothinkpositive è saper dire grazie.
A chi ti ascolta: chi per un pomeriggio e chi per un weekend intero.
Cazziandoti un poco, ma sostenendoti sempre. In tutta la tua pesantezza a volte.
E a chi ti consiglia, nonostante poi sa che farai di testa tua da brava testarda.
Che se non avete mai fatto sorridere una donna, mentre sta piangendo, allora non sapete cosa significa essere straordinari.
Ed io qualche uomo straordinario posso dire di averlo incontrato.

#Tothinkpositive è saper essere auto-ironiche.
Di quell'autoironia che rende sexy.
Ridere di te stessa e riderne con gli altri, che permettono di ricordarsi che ogni tanto fa bene guardarsi da fuori e scuotere la testa con un mezzo sorriso.

#Tothinkpositive è sapersi intestardire e dire NO a situazioni che non senti tue.
A relazioni che sarebbero tarpate di emozioni in partenza.
A chi non sa immedesimarsi, a chi ti vorrebbe a giorni alterni.
E' saper dire "sai che c'è: io mi merito di più.".
Che a volte il famoso "il problema non sei tu: sono io" è un attimo che si ribalta.
E' anche distribuire - due di picche - agli uomini banali, in pratica.


#Tothinkpositive è avere insomma, a volte, lo stesso coraggio e lo stesso menefreghismo e lo stesso spirito alla #maandatevenepuretuttiafaculociaone del calzino che decide di farsi una nuova vita, una volta entrato nella lavatrice. 

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