mercoledì 4 marzo 2015

#TOTHINKPOSITIVE

"To think positive": ci pensavo ieri al significato di quest'espressione.
In una giornata di sole, fra un semaforo e l'altro nella mia Roma e senza dover stare a scomodare grandi teorie psico-filosofiche:

#Tothinkpositive è stare a dieta. Quella che non inizia il lunedì e nella quale manca il mio tanto caro tè verde detox.
E' la dieta dalle persone negative e gelose. Dalle meschinità, le ripicche, le invidie.
Da chi mi toglie il sorriso.


#Tothinkpositive è riflettere sulle consistenti scoperte che ad un certo punto nella vita si fanno: il tempo non va perso a fare cose che non ci va di fare. Per parafrasare Geppe.

E fare uno sforzo, nostro, per applicare questa scoperta.
Perché il tempo, l'ora, il presente, credo sia quanto di più prezioso abbiamo.
Ed un futuro felice non può che basarsi sulla consapevolezza, di testa e di cuore, di oggi.



#Tothinkpositive è riallacciarsi le scarpette da corsa dopo essersi spaventate.

In una mattina di marzo.
E prendersi poi il tempo di respirare, dirsi e sentirsi dire "andrà meglio".
E crederci. Un chilometro dopo l'altro. Con Baglioni che mi canta Via nelle cuffiette.
La serenità a rota.
Ed io sempre divisa fra il #borntorunmachi ed #agiugnopiùsederecheanima.

#Tothinkpositive sono gli atti di fede: quelli ai quali solo noi donne a volte siamo in grado di affidarci. E la leggerezza d'animo che serve per compierli.
Sapendo che a volte ci crederemo con tutte noi stesse, anche raccontandoci una bugia, ma il nostro rimaner loro fedeli è già aver vinto la scommessa.


#Tothinkpositive è vestirsi sempre come se andassi ad incontrare il tuo peggior nemico.

Senza mai farsi mancare il rossetto rosso. 
Che almeno alle difficoltà gli si fa il nostro sorriso più bello.


#Tothinkpositive è credere e sostenere e dire a voce alta che il cuore non stona mai, ma cambia semplicemente ritmo.
E sta a noi decidere di assecondarlo. Per non perdersi.

E' accettare che a volte siamo schiavi del caso, delle congiunture, dell'amore.
Anche di quello fatto male.
E che spesso un ricordo è solo una nostalgia. Che ce l'ha fatta a sopravvivere nonostante i tuoi svariati tentativi di soffocamento.

#Tothinkpositive è il primo albero di mimosa in fiore che ho visto a Roma.
In una mattinata di pioggia, dopo un fallimento.
Che anche i fallimenti, credo, hanno una loro ragione di essere, se presi come punto di partenza per andare avanti. Mai indietro, sempre in gara con noi stesse.





#Tothinkpositive è la radio che mentre stai guidando ti passa la canzone perfetta, in una strana forma di telepatia che in confronto gli "scelti per te" di Spotify sono fuffa.

E tu non puoi far altro che abbassare un po' il finestrino ed alzare il volume.
Che come facciate voialtri a guidare - ed un po' anche a vivere - senza alzare il volume al massimo, ancora non mi è dato saperlo. 



#Tothinkpositive è il sentirsi dire da un'amica: "mi hai fatto ridere con le tue parole scritte".
Che non c'è niente di più bello che regalare una risata ed un sorriso. Specie a chi vuoi bene.
Ed è il rendersi conto che, checché se ne dica della #friendzone, io ho amici speciali.
Ai quali posso anche sbagliare a scegliere la torta di compleanno presentandomi con quella che loro odiano (true story ahimè, sono ancora in debito di un profitterol per questo), ma che sanno sempre donarmi dosi di sostegno inaspettate.
E di abbracci. E di brindisi. E qualche "beato chi te se prende a te" a random.

#Tothinkpositive è saper dire grazie.
A chi ti ascolta: chi per un pomeriggio e chi per un weekend intero.
Cazziandoti un poco, ma sostenendoti sempre. In tutta la tua pesantezza a volte.
E a chi ti consiglia, nonostante poi sa che farai di testa tua da brava testarda.
Che se non avete mai fatto sorridere una donna, mentre sta piangendo, allora non sapete cosa significa essere straordinari.
Ed io qualche uomo straordinario posso dire di averlo incontrato.

#Tothinkpositive è saper essere auto-ironiche.
Di quell'autoironia che rende sexy.
Ridere di te stessa e riderne con gli altri, che permettono di ricordarsi che ogni tanto fa bene guardarsi da fuori e scuotere la testa con un mezzo sorriso.

#Tothinkpositive è sapersi intestardire e dire NO a situazioni che non senti tue.
A relazioni che sarebbero tarpate di emozioni in partenza.
A chi non sa immedesimarsi, a chi ti vorrebbe a giorni alterni.
E' saper dire "sai che c'è: io mi merito di più.".
Che a volte il famoso "il problema non sei tu: sono io" è un attimo che si ribalta.
E' anche distribuire - due di picche - agli uomini banali, in pratica.


#Tothinkpositive è avere insomma, a volte, lo stesso coraggio e lo stesso menefreghismo e lo stesso spirito alla #maandatevenepuretuttiafaculociaone del calzino che decide di farsi una nuova vita, una volta entrato nella lavatrice. 

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